Esperienze

Nel 1986 casualmente mi ritrovo in mano una macchina fotografica di un mio amico: tienila mi disse, poi me la restituirai. Era una Olimpus OM 10 con obiettivo Hanimex 70 -135. Non avevo nessuna intenzione di usarla.


Poi acquistai il primo rullino, un 100 Kodacolor e da li ho iniziato a fotografare di tutto.
I primi sviluppi li portavo in un negozio di fotografia che mi restituiva la pellicola sviluppata con le stampe 10x15.
Mi incuriosiva questa strana magia di vedere sulla carta ciò che prima avevo visto attraverso l'obiettivo. Così iniziai il percorso di molti fotografi e fotoamatori, comprare riviste, libri di maestri, fare le prime prove, la ricerca dell'inquadratura, l'esposizione, la saturazione dei colori, come pure la scelta della mia prima macchina fotografica, una Nikon FE2 con 50 mm 1,4 e 135 3,5.
Ma la ricerca dei risultati non poteva essere compatibile con lo sviluppo commerciale e per giunta su negativo. Il passo alla pellicola invertibile quindi è stato breve. Dapprima usavo una Ektachrome 100 e poi, man mano che acquisivo pratica e conoscenza, passai alla "64 pro" , una delle più belle e fedeli pellicole che abbia mai usato.
Ho visto lavorare importanti fotografi, gli sono stato a fianco da spettatore: moda, pubblicità, still-life. Essendo un principiante non havevo i mezzi per fare intensa pratica con modelle e lavori importanti per cui mi dedicai alla foto naturalistica, paesaggi, ricerche personali anche perché il mio lavoro principale era in tutt'altro settore.
Ecco perché per svariati anni ho avuto la fortuna di fotografare solo ciò che volevo veramente, in qualsiasi ora del giorno, in qualsiasi situazione. Ho fotografato animali, insetti, fiori, paesaggi, persone, amici, oggetti.
Man mano la mia attrezzatura cresceva, un 20 2,8, un 55 3,5 micro, un 300 4,5 e un 600 Novoflex con impugnatura a fucile per fotografare animali, tubi di prolunga per macro e still-life, un flash Metz 45, un flash anulare per fotografia macro, un cavalletto Manfrotto e uno più piccolo per situazioni difficili in esterno.
Agli inizi venni totalmente trasportato verso la fotografia naturalistica: sveglia prima dell'alba anche in inverno, raggiungere il capanno posizionato in una palude, quasi completamente gelata fino a metà mattinata quando arrivavavo anatre e limicoli, aironi e falco di palude. Una costante ricerca di fiori, specie arboree ed insetti.
Poi venni attratto dai paesaggi che fotografavo in qualsiasi ora del giorno e in ogni stagione.
Ci fu un periodo in cui mi trovai a contatto con grandi fotografi di moda, pubblicità e di nudo come Franco Marocco che inevitabilmente suscitarono l'interesse verso questa sezione e verso il glamour.

Sono stati anni bellissimi, ricchi di profonde emozioni che scoprivo ogni volta che inquadravo, ogni volta che ritiravo le mie pellicole sviluppate. Era un continuo pellegrinaggio al laboratorio Graphicolor di Roma. Ne valeva la pena perché ogni piccola variazione di esposizione me la ritrovavo puntualmente sulla pellicola. Grazie alla fedeltà di sviluppo di Graphicolor trovai prestissimo un equilibrio perfetto tra me, l'esposimetro della macchina, la pellicola e il laboratorio.
I risultati che andavano sempre ottimizzandosi, mi permisero di vincere alcuni concorsi fotografici.
Negli anni 90 iniziarono i miei primi lavori: riprese fotografiche per guide turistiche, alcune pubblicazioni, alcuni matrimoni scelti, fotografia commerciale e pubblicitaria, poi arrivarono commissioni per cataloghi di moda.
Ancora oggi mi ritengo fortunato di non essere stato travolto dal lavoro e di aver potuto scegliere con calma ogni occasione.
Ancora oggi, nonostante l'assiduo utilizzo di una Nikon digitale, quando prendo in mano la mia Nikon FM2 New provo una forte emozione.


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